ALESSANDRO CALVI. GIORNALISTA

PARACARRI - CRONACHE DA UN'ITALIA CHE NESSUNO RACCONTA

Mussolinia di Sicilia, la città che più di tutte avrebbe dovuto dar lustro all’Italia fascista, non vide mai la luce, se non in qualche fotomontaggio spedito a Roma affinché il duce non sospettasse che l’esistenza di quella città era soltanto una sua tragica illusione. Tra la Puglia e la Basilicata, in un paesaggio astratto che mescola Hopper con De Chirico, galleggiano centinaia di casette costruite negli anni Cinquanta del Novecento, e oggi dimenticate, le quali sembrano una fotografia della sconfitta della civiltà rurale, come la raccontò Pier Paolo Pasolini utilizzando però le borgate romane. Nella pancia di Messina migliaia di famiglie vivono in favelas che sono un terribile impasto di lamiera e amianto. Alla fine degli anni Cinquanta nelle Murge vennero istallati 30 missili con testata nucleare puntati verso il Patto di Varsavia, ma nessuno ne ha mai saputo niente sebbene per tre anni l’Italia divenne il vero fronte della Guerra Fredda e obiettivo privilegiato dei missili di Mosca. Sono tante le storie che ancora si incontrano nelle pieghe di questo paese. Sono storie  piccole, lente, laterali, qui raccolte e raccontate con Pasolini in valigia, e con in mente le inchieste di Danilo Dolci e Nuto Revelli, i pensieri di Carlo Levi, i racconti di Leonardo Sciascia, e il ricordo di certe trasmissioni in bianco e nero della Rai. Tutte insieme queste storie raccontano un Paese rimosso dalla rappresentazione quotidiana costruita dai grandi giornali e dalla televisione e che però svela infine il conformismo che affligge quello che Pasolini chiamava il Centro: il Palazzo, Roma e Milano, il sistema dei mezzi di comunicazione e di informazione. Insomma, il Potere.

«Paracarri – Cronache da un’Italia che nessuno racconta», Rubbettino editore, 2015.

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