ALESSANDRO CALVI. GIORNALISTA

Ecco il burkini, e «Divorzio all’italiana» diventa fantascienza

di Alessandro Calvi / 18 agosto 2016 / Diritti, Flânerie

di Alessandro Calvi – Donna Bastiana Sedàra, moglie di don Calogero, sindaco di Donnafugata, non indossava il burkini. Era «buona ad andare a letto e basta», ma bellissima, e don Calogero ne era tanto geloso che la poverina usciva di casa soltanto per la messa dell’alba, quando nessuno l’avrebbe vista; e per il resto rimaneva reclusa in casa. Ecco, leggo di questo burkini, leggo soprattutto ciò che da sinistra si scrive, e penso che, infine, don Sedàra abbia vinto molto più di quanto ci abbia raccontato il Gattopardo, e persino più di quanto aveva immaginato lo stesso don Fabrizio Corbera, Principe di Salina.

È che, da queste parti, ultimamente si è giunti a difendere, in nome della libertà (sic!), il diritto (sic!) delle donne di stare al mare completamente ricoperte di vestiti, poiché – si sostiene – esse devono essere libere di fare ciò che vogliono. Lo si sostiene come se decidere di indossare quella roba là fosse davvero una manifestazione di libertà e autodeterminazione e non l’esito di una totale sottomissione a una cultura di origine evidentemente maschilista che richiede di coprire la vergogna del peccato del corpo della donna. Che, poi, tutto ciò avvenga spesso nella inconsapevolezza di chi sembra oramai aver fatta propria quella cultura maschilista, è piuttosto normale, poiché è anche così – anticipandola, facendola propria – che ci si difende da una violenza, soprattutto quando la violenza si fa addirittura cultura e tradizione.

Poi, certo, il discorso sul divieto di Stato – pericolosissimo, peraltro, ché lo Stato semmai dovrebbe costruire le condizioni per il godimento dei diritti – è tutta un’altra cosa o, anzi dovrebbe essere un’altra cosa, e invece finisce per impastarsi tutto – discorsi sul corpo delle donne, chiacchiere, imperio di Stato – e così tutto diventa incomprensibile.

Ma chi in occidente difende il diritto (sic!) delle donne di indossare il burkini perché, sebbene un mezzo passo indietro rispetto ai diritti che abbiamo conquistato, sarebbe comunque un modo per favorire l’emancipazione di quelle donne, ebbene dovrebbe però considerare che fare un passo indietro sui diritti è sempre molto pericoloso. E anche soltanto mezzo passo indietro potrebbe far venire certe strane idee a certi occidentali di provata tradizione, ché anche da queste parti in quanto a diritti delle donne non stiamo messi benissimo, visto che il delitto d’onore in Italia è stato abolito soltanto il 5 settembre del 1981, cioè l’altroieri. Ma visto che ‘sta specie di neofemminismo patinato e questa sinistra un po’ demagogica e un po’ radical chic ci insegnano che va tutto bene così, e persino il burkini è oramai simbolo d’emancipazione e libertà, ecco allora che adesso mi vo a rivedere Divorzio all’italiana, così, tanto per vedere cosa riserverà il futuro e, insomma, come fosse un film di fantascienza.

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